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VISITE ED ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI: SI DEVE POTER USUFRUIRE DEL CONGEDO PER GRAVI MOTIVI

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VISITE ED ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI: SI DEVE POTER USUFRUIRE DEL CONGEDO PER GRAVI MOTIVI.
LA UILPOLIZIA SCRIVE AL QUESTORE DI ROMA.

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OGGETTO: ASSENZA PER MALATTIA A CAUSA DI VISITE, TERAPIE, PRESTAZIONI SPECIALISTICHE O ESAMI DIAGNOSTICI

RICHIESTA PROPULSIVA PER LA DEFINIZIONE FORMALE ED UNITARIA DELLE PROCEDURE DI CONCESSIONE DEI ‘PERMESSI’

 

AL SIGNOR QUESTORE DI ROMA
C/O Questura – Ufficio Relazioni Sindacali

S E D E

PREMESSO CHE:

1. l’art.55 – septies – comma 5 – ter – DLGS 165/2001 – applicabile agli appartenenti alla Polizia di Stato prevede che: “Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici il permesso è giustificato mediante la presentazione di attestazione, anche in ordine all’orario, rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione o trasmessa da questi ultimi mediante posta elettronica”;

2. il TAR Lazio, con sentenze peraltro passate in giudicato, ha annullato la circolare n.2/2014 con cui il Dipartimento della funzione pubblica aveva invitato le amministrazioni ad applicare nella fattispecie “istituti contrattuali similari o alternativi (come i permessi brevi o la banca delle ore)”;

3. la Direzione centrale per le risorse umane del Dipartimento della pubblica sicurezza con circolare del 24 luglio 2015 ha indicato che per il personale della Polizia di Stato nella fattispecie “potrà essere concesso, dal dirigente dell’ufficio o reparto, il congedo straordinario per gravi motivi”;

CONSIDERATO CHE:
presso Codesta Questura e presso gli uffici alle dipendenze gerarchico-funzionali , allo stato risultano adottate procedure non formalizzate e/o non univoche, con conseguenti incertezze interpretative e/o adozione di prassi contra legem, con effetti disfunzionali, oltre che discriminatori/disparitari nei confronti del Personale dipendente; in alcuni casi ‘indotto’ a non esercitare il proprio diritto alla salute e alla malattia retribuita, per non intaccare quello alle ferie e ai permessi necessariamente da recuperare e che ciò che è incompatibile con l’istituto dell’assenza per malattia, così come sancito dal Legislatore come incipit della norma de qua.
SI CHIEDE
che la S.V. , ferma restando la ‘restituzione’ di quanto eventualmente/indebitamente fosse stato fatto ‘recuperare’ al Personale, definisca in modo formale le procedure e i criteri per la concessione dei permessi de quibus nell’ambito degli istituto del congedo straordinario ex artt. 37 – DPR 3/1957 e 60 – DPR 782/1985 per il Personale della Polizia di in base ai seguenti spunti propulsivi, da interpretare alla luce dei principi di analogia iuris/legis con istituti ordinamentali e/o contrattuali vigenti, nonché del c.d. favor praestatoris:

concessione di un giorno di congedo straordinario in caso di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici comportanti che implichino:

– presenza oraria presso la struttura sanitaria pari o superiore alle tre ore;

– temporanea inidoneità/inabilità lavorativa a causa della tipologia dei trattamenti sanitari, così come preventivamente individuati dall’Amministrazione;

concessione ‘frazionata’ (come ad esempio già avviene per il riposo compensativo e per i permessi legge 104) di tante ore di congedo straordinario sino al raggiungimento delle 6 ore corrispondenti all’unità da contabilizzare, in caso di un periodo minore di tre ore – tra presenza nella struttura sanitaria e tempi di percorrenza dall’abitazione e per l’ufficio – e di mancanza della temporanea inidoneità/inabilità di cui sopra;

Il tutto attestato e/o autocertificato ai sensi del DPR 445/2000, senza alcun riferimento alla tipologia del trattamento sanitario, considerata la prevalenza del diritto alla riservatezza in caso di carenza di patologia in atto, soprattutto in relazione allo scopo preventivo e/o esplorativo dei trattamenti sanitari stessi.

SI RESTA A DISPOSIZIONE PER QUALSIASI CHIARIMENTO/APPROFONDIMENTO E IN ATTESA DI RISCONTRO, CHIEDENDO – EX ART.5, COMMA 3 – LEGGE 241/1990 – IL NOMINATIVO DEL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO SCATURITO DALLA PRESENTE, PRECISANDO CHE OGNI COMUNICAZIONE INERENTE POTRÀ ESSERE EFFETTUATA AI SEGUENTI INDIRIZZI DI MAIL ISTITUZIONALE:

roma@uilpolizia.it

IL SEGRETARIO DI FEDERAZIONE
Antonio Costa

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